
Dal relax allo stress: sopravvivere al rientro dalle vacanze
Cos’è e come affrontare il Post-vacation Blues
La vacanza è già finita e, con l’arrivo di settembre, molte persone sperimentano una sensazione di disagio fisico e mentale al ritorno alla routine quotidiana. Questo insieme di sintomi viene chiamato “post-vacation blues” o “sindrome da rientro”: tale condizione non è classificata come una malattia vera e propria, ma può rappresentare un momento di difficoltà psicofisica transitoria.
Perché succede e chi colpisce?
Durante le ferie, il nostro corpo si abitua a ritmi più naturali: dormiamo di più, siamo meno esposti a stress e ci concediamo momenti di piacere. Tornare bruscamente alla routine quotidiana causa un “shock di adattamento” che coinvolge:
- Il ritmo circadiano, cioè l’orologio interno che regola sonno, energia e umore.
- La produzione di neurotrasmettitori come serotonina, dopamina e melatonina, che possono temporaneamente alterarsi.
- Un possibile picco del cortisolo, l’ormone dello stress, che ci fa sentire nervosi, confusi o svogliati.
La vacanza, infatti, rappresenta spesso una piacevole evasione, ma in alcuni casi viene sfruttata come evitamento o procrastinazione di problemi e responsabilità che si ripresentano al termine della vacanza stessa.
La sindrome da rientro non colpisce tutti allo stesso modo: può essere più marcata in chi svolge un lavoro ripetitivo o insoddisfacente o non ha recuperato realmente le energie durante le ferie o è già predisposto ad ansia e depressione.
Quali sono i sintomi?
I sintomi più comuni sono principalmente legati ad ansia e stress hanno effetti sia psicologici che fisici.
A livello psicologico: tristezza e malinconica, difficoltà a concentrarsi, attacchi d’ansia, apatia, svogliatezza e sbalzi di umore.
A livello fisico: mal di testa, senso di nausea, affaticamento o tensione muscolare, problemi di digestione, insonnia.
Questi sintomi si manifestano generalmente entro i primi 2–7 giorni dal rientro e si risolvono spontaneamente nel giro di una o due settimane. Se i sintomi durano più di 2 settimane e iniziano a interferire con il lavoro o la vita sociale, può esserci una condizione sottostante più seria. In questo caso, è consigliabile rivolgersi a un professionista.
Come si gestisce?
Gestire la sindrome da rientro significa favorire un ritorno graduale all’equilibrio psicofisico. Ecco alcuni suggerimenti utili per affrontarla in modo naturale e funzionale:
- Non tornare al lavoro il giorno dopo le vacanze. Se possibile, lascia 1–2 giorni “di decompressione” per riprendere i ritmi quotidiani, riordinare gli spazi e prepararti psicologicamente.
- Riprendere orari regolari di sonno, andando a letto e svegliandosi sempre alla stessa ora, aiuta a ricalibrare l’orologio biologico.
- Praticare un po’ di sport o tornare in palestra: questo consentirà di tenere attivo l’organismo diminuendo lo stress.
- Curare l’alimentazione e il sonno tornando gradualmente agli orari abituali.
La sindrome da rientro è temporanea. Con buone abitudini e il giusto supporto come riposo, alimentazione, movimento e magari qualche integrazione, è possibile recuperare rapidamente energia e serenità.
Come affrontare il post-vacation Blues non è l’unica cosa di cui parliamo.Se hai trovato utile questo articolo e sei interessata/o ai nostri contenuti, visita la pagina ARTICOLI per leggere altre pillole di salute e benessere.
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Bibliografia
APA – American Psychological Association. (2021). Post-vacation stress and productivity: What employers can do.
Salvagioni DAJ, Melanda FN, Mesas AE, et al. (2017). Physical, psychological and occupational consequences of job burnout: A systematic review of prospective studies. PLoS One, 12(10):e0185781. doi:10.1371/journal.pone.0185781
Koukkari & Sothern, 2006; Ferreri et al., 2017
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