
La scienza del raffreddore: “Copriti, che fuori fa freddo e ti viene il raffreddore”
La stagione del raffreddore parte con un’escalation all’inizio dell’autunno, va avanti per tutto l’inverno fino a un nuovo picco a metà primavera. In media, il raffreddore colpisce gli adulti tra le due e le quattro volte in un anno ed i bambini tra le sei e le otto. Ma cos’è?
Il raffreddore è un’infezione virale causato solo ed esclusivamente dall’esposizione ad un virus. A causare il malanno sono cinque famiglie di virus, i più comuni, responsabili del 30-40% dei raffreddori, sono i Rhinovirus. Altri virus implicati possono essere: virus influenzali, parainfluenzali, respiratorio-sinciziale e Adenovirus.
Qualsiasi esso sia, comunque, si trasmette principalmente attraverso le goccioline di saliva emesse nell’aria dalla persona affetta tramite tosse e starnuti, o anche semplicemente parlando.
Quali sono i sintomi?
I sintomi del raffreddore non sono causati direttamente dal virus, ma dal meccanismo di difesa del nostro corpo che, con l’aiuto del sistema immunitario, cerca di debellarlo.
I primi sintomi includono:
- Prurito e secrezioni nasali
- Starnuti frequenti
- Gola irritata
- Tosse
- Raucedine
- Difficoltà a respirare
Un comune raffreddore è, in genere, una malattia lieve in cui i sintomi scompaiono in 1 o 2 settimane e non sono mai repentini: di solito insorgono nel giro di 2-3 giorni dal contagio, in modo graduale.
Perché ci raffreddiamo in inverno?
Le temperature che scendono, i primi freddi ai quali non eravamo più abituati, non sono gli agenti scatenanti della malattia e neanche lo stress o il lavoro serrato dei mesi invernali. Il freddo non rende il virus più cattivo, siamo noi a diventare più vulnerabili. Il freddo rallenta i movimenti delle cellule ciliate nelle nostre mucose e quindi rallenta anche il movimento del muco deputato a trattenere il virus e non farlo penetrare all’interno del corpo, in tal modo inizia il processo infettivo. In pratica per il raffreddore, cioè per il Rhinovirus, la relazione con il freddo c’è, ma non si può dire che sia la causa diretta. Per questo è fondamentale aiutare il nostro sistema immunitario in inverno, in modo da renderlo più forte per combattere gli attacchi esterni.
Come evitare il raffreddore?
Escludendo il freddo o il non coprirsi a sufficienza, è evidente che a favorire la trasmissione del virus sia altro.
Principalmente, le mani! Il consiglio degli esperti è di lavarsi spesso le mani, e non toccarsi la faccia, il naso o gli occhi. In media ci portiamo le mani al viso 3 volte in 5 minuti, e in un’ora ci tocchiamo il naso 5. È importante, non sostare troppo tempo nei luoghi chiusi e non arieggiati, per diminuire la probabilità di contrarre il virus. Dormire aiuta il nostro organismo a combattere meglio l’attacco dei virus; soprattutto in soggetti più a rischio come bambini e anziani. Bere molti liquidi garantisce di mantenersi idratati, poiché il raffreddore spesso causa sudorazione dovuta alla febbre.
Curiosità
Ci sono alcune curiosità sorprendenti e scientificamente fondate sul raffreddore comune che potresti non conoscere:
- Lo starnuto può viaggiare fino a 160 km/h
Quando starnutisci, le goccioline che escono dal naso e dalla bocca possono raggiungere una velocità impressionante, tra i 70 e i 160 km/h, e percorrere anche oltre 2 metri di distanza. Ecco perché è fondamentale starnutire nel gomito o in un fazzoletto!
- I bambini possono avere fino a 10 raffreddori l’anno
Il sistema immunitario dei bambini è ancora in fase di sviluppo, e inoltre frequentano ambienti ad alto rischio (asili, scuole). In media, un bambino può avere tra i 6 e i 10 episodi all’anno, contro i 2–4 degli adulti.
- Il naso si tappa di più da una narice alla volta
Durante un raffreddore, la congestione nasale tende a colpire una narice per volta, a causa di un fenomeno chiamato ciclo nasale. Il flusso d’aria alterna naturalmente tra le due narici ogni 3-6 ore, ma l’infiammazione ne può accentuare la sensazione.
La stagione del raffreddore non è l’unica cosa di cui parliamo. Se hai trovato utile questo articolo e sei interessata/o ai nostri contenuti, visita la pagina ARTICOLI per leggere altre pillole di salute e benessere.
Bibliografia
Istituto Superiore di Sanità (ISS)
Eccles, R. (2005). Understanding the symptoms of the common cold and influenza. The Lancet Infectious Diseases, 5(11), 718–725.
Wrammert, J., et al. (2020). Rapid and massive virus-specific plasmablast responses during acute dengue virus infection in humans. Cell Host & Microbe (per parallelismi con risposte virali).
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